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cinema 2008

MILK_Gus Vant Sant

« Se una pallottola dovesse entrarmi nel cervello, possa questa infrangere le porte di repressione dietro le quali si nascondono i gay nel Paese. »

                                                                                                                            Harvey Milk

San Francisco, inizio anni settanta, Harvey Milk (Sean Penn), omosessuale dichiarato, insieme al suo compagno, amante, Scott Smith (James Franco), apre un negozio di Fotografia a Castro, uno dei quartieri più eclettici ed ora gay della città, da qui inizia la sua battaglia politca e soprattutto contro la discriminazione e l' omofobia.

Per chi vuole conoscere la vita di quest' uomo, inizialmente emarginato e poi leader politico in un' america degli anni settanta sempre più convinta ad ottenere ciò che vuole, Milk è un docufilm drammatico raccontato e diretto da   Gus Van Sant, che unisce le controverse opinioni pubbliche con le emozioni e i sentimenti di un uomo buono e sensibile ma deciso e con una grande forza d'animo che lo accompagnerà, in maniera vincente, durante la sua battaglia politico sociale.

Ancora una volta Gus Vant Sant racconta una storia   che parla di sè stesso con una sceneggiatura lineare e perfettamente a tempo con le vicende narrate. Ci troviamo di fronte ad un film che parla di un' uomo eroe, eroe perché dà una svolta politica al suo paese, mettendo a repentaglio la sua stessa vita, mentre Van Sant nei film precedenti ne aveva raccontato solo il misero senso di autolesionismo prodotto della noia e manipolazione sociale del consumismo. In "belli e dannati" inseguiva le vicissitudini di due giovani amanti alla ricerca di se stessi e autopunitivi, passando ai i genuini adolescenti di "Elephant" che si trasformano in serial killers, facendoli dondolare tra le   curiosità sessuali e ricerca d' amore, privati della loro personalità e coscienza.

Qui mostra scene di omosessualità dolce raccontata in tranquillità. Sean Pen riesce perfettamente ad immedesimarsi nel vero Harvey Milk, anche nelle scene più personali, imitandone i gesti, sguardi ed espressioni. Al contrario ci vengono regalate invece scene di forti emozioni, fatte di entusiasmi e lotte di sfogo per il riappropriarsi dei diritti umani, violati durante la gara per ottenere una carica pubblica di consigliere comunale. Per dare maggior risalto a questo, Gus Van Sant   inserisce frammenti di repertorio che pone   in maniera speculare alle sue ricostruzioni sceniche che confermano la realtà politica di quegli anni.

E mentre percorriamo la storia di Milk , Van Sant ci circonda di una colonna sonora classica, ma in questo caso, classica di genere, la "Tosca" di Puccini. Una sottigliezza, per dichiarare l' amore che Harvey ha per la lirica. Rappresenta nel suo caso la coincidenza dei testi con la vita reale; la sua posizione di gay e il suo modo di amare, che nella nostra società si rispecchia in quella che è una storia d' amore impossibile, dal punto di vista sociale. La musica, in questo percorso rischioso e dichiaratamente minacciato rimanda ad Andrew Beckett (Tom Hanks) nel film Philadelphia, stessa passione e simile situazione, solo che in quest' ultimo, la vita di Andrew è a rischio per colpa di una malattia mortale, ma l'amore verso lo stesso sesso e la lirica accomunano le due vicende.

Speranza e lotta sono la linfa del film che tocca emotivamente perché un po' ci appartiene, risvegnando in noi l'idea che si può combattere. Come anche la nostra storia ci insegna per ottenere giustizia. Milk apre gli occhi di fronte ad una relatà che circonda tutti, anche chi non la vuol vedere.  

Un Film interpretato da un Bravo attore, Sean Penn e allo stesso modo, diretto da Gus Van Sant che,   ci insegna, informa e non solo a livello storico politico, ma da una lezione di vita, che dovrebbe far cambiare le opinioni sociali, soprattutto in un paese che come il nostro è sempre più conservatore, cattolico e omofobico.

LM

 

 

 

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